Dopo aver parlato della generosità e dell’etica, arriviamo alla terza perfezione: la pazienza.

E chi, più dei genitori, ha l’opportunità di mettere alla prova la propria pazienza così tanto, ogni giono?

Come dice Sarah Napthali, nel suo meraviglioso libro “Buddhism for Mothers” :

“If you can master calm around demanding children, then you are a master indeed”.

I nostri figli mettono alla prova ogni giorno i nostri limiti, e sanno essere dei perfetti maestri nel mostrarci proprio le cose che meno ci piacciono di noi, come la nostra rabbia.

Rabbia e pazienza sono due facce della stessa medaglia, e i bambini, con i capricci, i lamenti, e il solo fatto di richiedere sempre tutta la nostra attenzione sanno tirar fuori emozioni che sembrano incontrollabili.

Non sono una persona paziente per natura.

Sono figlia di due genitori non pazienti ed inclini alla rabbia. E proprio per questo sento dentro di me l’esigenza di voler essere diversa.

Ma certo non basta comprendere una cosa razionalmente per metterla in pratica: così come per la generosità e l’etica, la pazienza è una qualità che va esercitata. Un impegno quotidiano.

L’impegno a rinunciare ad esprimere la rabbia attraverso il fisico, alzando le mani o lanciando oggetti ad esempio, attraverso la parola, urlando o dicendo intenzionalmente cose che possono ferire, ma soprattutto l’impegno a non lasciare spazio alla rabbia all’interno della nostra mente.

Spesso quando sento salire la rabbia, cerco di trattenerla dentro di me per non reagire, con il risultato che poi esplodo magari per un nonnulla o mi vengono i crampi allo stomaco. Non è reprimendo un’emozione che ci liberiamo di lei, ma accettandola e imparando a conoscerla.

Buddha ci insegna che la vera calma è quella che deriva da una pace interiore profonda, non soggetta alle condizioni esterne.

Si tratta di equanimità: la capacità di mantenere la calma qualsiasi cosa succeda.

Spesso a farci perdere la pazienza sono eventi che non possiamo controllare,come il comportamento degli altri, le aspettative disattese o gli imprevisti.

Ci sentiamo in diritto, oserei dire in dovere, di perdere la pazienza: ci stiamo facendo valere, i nostri figli ci devono rispettare, gli altri se lo meritano.

In realtà, se siamo sinceri con noi stessi, ci rendiamo conto che arrabbiarci serve veramente a poco, e anzi crea dei danni.

Ci fa stare male fisicamente, fa del male a chi ci ascolta, ed è contagioso: se una persona davanti a noi si arrabbia è difficilissimo non farci coinvolgere.

Perdendo la pazienza insegnamo ai nostri figli, ai quali diciamo continuamente che devono imparare ad avere un po’ di pazienza, a comportarsi come noi.

A volte mi capita di perdere la pazienza con mio figlio ed alzare la voce, e regolarmente mi trovo qualche minuto dopo a pentirmi di averlo fatto, e a pensare che avrei potuto risolvere la situazione in mille modi diversi. Se solo non avessi ascoltato quella vocina nella mia testa che dice “Adesso Basta, è troppo! Arrabbiati, così ti ubbidirà! Devi farti rispettare! Oggi è proprio tremendo, e tu sei così stanca!! Sfogati!”

Basterebbe cambiare modo di guardare la realtà, metterci nei panni di chi ci sta di fronte, avere pazienza soprattutto con noi stesse e imparare a dirci: “Va bene, sei stanca, per questo ti stai arrabbiando. Non servirà a nulla urlare. Ricordi? Vuoi essere paziente. Prenditi 5 minuti e fai un respiro profondo”.

E per ogni volta che riusciamo a restare calme in una situazione difficile, la nostra fiducia nelle nostre capacità migliorano, così come la nostra stima in noi stesse.

 

 

2 commenti su “Pazienza”

  • E’ proprio vero, ogni risultato positivo che riusciamo a collezionare non fa altro che aumentare la nostra sicurezza in noi stesse, che la prossima volta ci ripeteremo mentalmente “vedi, se ce l’hai fatta quella volta ad essere paziente ce la puoi fare anche ora, respira e tutto si risolverà, non mollare!”. Bellissimo articolo, come sempre d’altronde! Gli spunti di riflessione che offri sono sempre interessanti, non vedo l’ora di leggere il prossimo!

    • Grazie mille Alessandra! Serve moltissimo anche a me scriverle queste cose..è un modo in più per rimetterle in cima alla priorità!

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