La virtù che voglio esaminare insieme a voi, oggi,  è la concentrazione.

La definizione di concentrazione, presa dal dizionario è: “L’azione di radunare, di far affluire o convergere in un punto”.

Che cosa dobbiamo far affluire in un solo punto? I nostri pensieri.

Essere concentrati significa essere completamente presenti in quello che si sta facendo.

Se sto leggendo attentamente un articolo che mi interessa, o ascoltando il racconto avvincente di un amica, la mia mente è pienamente coinvolta nell’azione di leggere ed ascoltare. Dopo qualche minuto però insorge un pensiero, qualcosa mi distrae, e la mia mente inizia di nuovo a vagare e i pensieri si susseguono uno dopo l’altro, tanto che capita di fermarmi e pensare “Ma come sono arrivata a pensare a questa cosa?”.

Nel buddismo la mente viene paragonata ad una scimmia impazzita, che salta da un ramo all’altro senza sosta. Sembra impossibile farla restare ferma in un punto.

Questo ci porta ad uno stato di confusione mentale che è la prima causa dello stress, e ad un grandissimo dispendio di energia. La tanto decantata capacità di essere multitasking, che noi donne ci vantiamo di possedere, ci costa un’enorme fatica mentale e fisica.

Sara Napthali, nel libro “Buddhism for Mothers” fa un’esempio che mi piace molto: immaginate di camminare tenendo tra le mani un vaso pieno di acqua. Se camminate lentamente e con attenzione l’acqua che uscirà dal vaso sarà pochissima, mentre se camminate in modo confuso e agitato moltissima acqua verrà accidentalmente versata.

Se impariamo ad essere presenti e concentrati la nostra mente si rilassa, le energie vengono focalizzate, smettiamo di sentirci come passeggeri di un treno impazzito.

Come ogni altra virtù, anche la concentrazione e la capacità di meditare vanno allenate.

Ci sono moltissimi esercizi che potete trovare on line (meditazioni guidate, visualizzazioni, esercizi come quello di fissare la fiamma di una candela ecc.).

Si possono utlizzare i Mudra ( posizioni delle mani), i Mantra (formule sacre che vengono ripetute in continuazione) o anche i Mala (collane o braccialetti che vengono usati come supporto alla meditazione) *.

Personalmente non utlilizzo nessuna di queste cose: ho provato ad utilizzare il mala, ma il gesto di sgranare mi distrae.

Quando voglio meditare mi metto seduta, chiudo gli occhi e conto i respiri. Questa è la cosa che funziona meglio per me.

I pensieri ovviamente arrivano lo stesso: il punto non è aspettare che non ci siano più pensieri, ma imparare ad osservarli senza venirne coinvolti. E se sento che mi sto perdendo torno a contare.

A volte utilizzo delle visualizzazioni, altre volte appaiono immagini o emozioni: io cerco di osservarle come se fossi davanti allo schermo.

Non è una cosa immediata:ci vuole tempo, pazienza e costanza.

Ma per chi come me ha una mente sempre attiva e in movimento, anche solo 5 minuti di silenzio mentale fanno la differenza.

Trovare il tempo, soprattutto ora che sono mamma, non è sempre facile, anche perché più siamo impegnati e stressati più facciamo fatica a lasciarci andare. Il paradosso è che proprio quando ne avremmo più bisogno la nostra mente ci spinge altrove.

Uno dei miei momenti preferiti per praticare è mentre sono in fianco al lettino di mio figlio, aspettando che si addormenti. Mi metto seduta sul tappeto vicina a lui, a volte gli tengo la mano, e nella penombra chiudo gli occhi e inizio a concentrarmi sul respiro.

A volte le sue richieste interrompono la mia concentrazione, ma questo mi aiuta a mantenere la calma e a rilassarmi, nella speranza di rilassare anche lui, invece che star li sbuffando aspettando di correre via. A volte sono talmente assorta che non mi accorgo nemmeno che si è addormentato.

Ognuno di voi troverà la sua strada verso la meditazione, ma il punto di partenza è sempre e solo uno: provare.

P.S: la frase sulla foto l’ho letta nel sito di Claudia Porta “La casa nella prateria”, in cui potete trovare anche tanti articoli interessanti sulla meditazione!

 

 

 

 

2 commenti su “Concentrazione”

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