Mentre eravamo in vacanza, un pomeriggio, mi sono imbattuta in una puntata di “Primo appuntamento” su Real time.

L’ho trovato un programma dolce e simpatico, e mentre guardavo pensavo ai miei primi appuntamenti del passato, soprattutto a quelli con il mio compagno: l’emozione, l’ansia di apparire sempre perfettamente vestita, truccata e pettinata, di far vedere i lati migliori di se, la curiosità di scoprire l’altro.

Sono passati molti anni da quei primi giorni, e il nostro rapporto è inevitabilmente cambiato, come normale che sia.

Però ho riflettuto molto su come se all’inizio il mio compagno ha visto la parte migliore di me, una volta che il rapporto si è solidificato e si è fatta spazio la quotidianità si è beccato anche il peggio: se sto male è lui che mi coccola e che mi sente lamentarmi, se ho avuto una giornata dura al lavoro è lui che ascolta i miei (a volte interminabili) sfoghi, se mio figlio è in una giornata no e io per tutto il giorno ho cercato di stare calma per non reagire male, sbotterò di sicuro con lui alla prima occasione.

Per non parlare della qualità delle nostre conversazioni, che più o meno ruotano attorno a queste frasi: “Cosa vuoi mangiare stasera?”  “Ha fatto il bravo il bambino?” “Sai cosa ha fatto oggi tua mamma??” (Quest’ultima, insieme a “Ha fatto la cacca?” È la più gettonata ultimamente!!)

Tempo fa avevo visto su Ig, suggerito da @montessoriperpigri, un libro intitolato “52 weeks project”, che mi aveva molto incuriosito. Si tratta di una sorta di diario, con una serie di liste da compilare, sia riguardo ai progetti futuri sia, in generale, su se stessi, tipo “Come ti vedi tra 10 anni” oppure “Quali sono i personaggi di film e libri che ti ispirano di più”.

Mi è venuta l’idea di compilare questo libro in coppia.

Ho pensato che scrivere queste liste insieme potesse essere un ottimo spunto di conversazione, un modo per uscire dai soliti discorsi e per aiutarci a ripensare all’altro come ad un terreno nuovo da esplorare.

Anche le persone che conosciamo da tanto cambiano ogni giorno, magari nelle piccole cose, e noi, distratti da tutto il resto, non ce ne accorgiamo.

Quindi, da tre settimane, quando c’è un momento libero (magari mentre il bambino gioca da solo come nella foto) lascio stare tutte le cose da fare, tiro fuori il mio libro, mi siedo in fianco al mio compagno e gli propongo una lista da compilare.

Lui parla, io scrivo anche per lui. Ci confrontiamo, ridiamo, discutiamo anche, su argomenti che altrimenti non mi sarebbero mai venute in mente.

E se persino una persona poco incline al dialogo come il mio compagno ha accettato di buon grado la cosa, vuol dire che davvero può essere un gioco carino da fare insieme.

 

 

 

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